A scopo informativo illustriamo alcuni monumenti di valore storico e artistico in Castano Primo
Villa Rusconi
Villa Rusconi,che dal luglio del 2000 è sede dell'Amministazione Comunale,è anche conosciuta come Villa Nuno del Portugal,in riferimento al marchese Antonio Nuno de Portugal,investito del feudo di Castano e Buscate dall'imperatore Carlo VI nel 1717.Ma essa vanta origini ancora piu antiche:l'edificio,infatti,già nel secolo XVI sarebbe stato posseduto e abitato dalla famiglia Visconti.Nel 1656,proprio in occasione delle nozze tra Barbara Visconti e Giuseppe Corio, il palazzo,immerso nel grande parco a pochi metri dal centro storico,cambia proprietà passando alla famiglia dello sposo.Il 21 agosto del 1815 Giovanni Battista Bellati,di Milano,acquista dai Corio la proprietà dell'immobile con un atto che viene registrato da Don Carlo Lucini,in Cuggiono,il 19 novembre dello stesso anno.Nel luglio del 1833,però,i fratelli Bellati sono costretti a vendere tutte le loro proprietà,tra cui anche l'attuale Villa Rusconi già ipotecata per debiti,ai cugini castanesi Giovanni e Francesco Rogorini.Nel 1836,lo stabile cambia nuovamente appartenenza a favore dei fratelli Corti di Milano,che acquistando oltre alla casa anche l'annessa filanda,la prima a vapore presente in Castano.Nel 1873 i Corti,che hanno già significativamente trasformato la villa sia per necessità di prestigio che per fruibilità,vendono tutti i loro possedimenti a Giuseppe Ronchetti,il quale apporta ulteriori modifiche allo stabile da lui posseduto sino al 1923,anno in cui la villa viene finalmente acquistata dal Cavalier Giuseppe Rusconi.All'epoca di tale acquisto,inoltre,gli interni della villa si trovavano in uno stato di grande degrado ed il Rusconi,allo scopo di renderli vivibili, vi accosta consistenti modifiche.
Tra le variazioni prodotte piu considerevoli vi sono l'apertura di una loggia trabeata al piano nobile,sovrapposta al piano di ingresso, e la formazione del fastigio con l'orologio.Negli ambienti interni,è proprio grazie ai restauri voluti dal Rusconi che vengono riportati alla luce gli splendidi affreschi ancora oggi parzialmente visibili in alcune stanze.Gli elementi piu notevoli di questa residenza restano,comunque,il loggiato centrale,il grande salone d'onore affrescato e i due giardini,in particolare quello retrostante,che ancora pochi decenni fa era considerato uno dei piu significativi esempi di giardino all'Italiana dell'Altomilanese.Durante la seconda guerra,la casa è in parte occupata dai tedeschi e, in seguito, dal gruppo aereosiluranti Buscaglia.Anche dopo la morte di Giuseppe Rusconi,avvenuta il 16 novembre 1944,la villa imane proprietà della famiglia,che provvede a mantenerla in ottimo stato.Nel 1970 l'importante edificio,ancora riccamente arredamento, viene infine acquistato dal Comune di Castano,ma nel 1992 un terribile incendio distrugge e danneggia seriamente gran parte dell'interno del palazzo,che viene riaperto al pubblico,dopo 7 lunghi anni di restauri,solo l'11 aprile del 1999.
Lavia Crucis di Gaetano Previati
La Via Crucis del pittore Gaetano Previati (grande teorico del Divisionismo) rappresenta indubbiamente l'opera pittorica piu importante di cui può fregiarsi la città di Mons.Giovanni Battista Ramponi,infatti, con un testamento datato 16 novembre 1862,aveva nominato suo erede Giovanbattista Galli con l'obbligo,tra le altre cose,di pagare tremila lire per il restauro di una precedente Via Crucis,di un pittore ignoto,da eseguirsi ad opera del Comune.Su gentile offerta del Galli,invece,venne edificato proprio il portico sul quale venne poi affrescata la nuova Via Crucis.Bandito,nel 1887,un concorso a trattativa privata,vi parteciparono i pittori Gaetano Previati ed Emilio Magistretti,oltre che un altro artista rimasto sconosciuto.Il Previati,dunque,giovane artista milanese che godeva già di una certa notorietà ed aveva allora appena terminato gli studi a Brera,vinse tale concorso.Gli affreschi,14 tele ciascuna di metri 1,70 di larghezza per metri 2,60 di altezza,avrebbero dovuto essere realizzati con colori resistenti alla calce ed alle intemperie.Prima, inolte,si sarebbero fatti i bozzetti,quindi i cartoni che sarebbero stati riportati con la tecnica del "buon affresco"sull'intonaco eseguito dal muratore di fiducia del Previati,Francesco Bossi.Le prime due rate del pagamento pattuito con l'artista avvennero senza problemi,avendo il Previati presentato in tempo utile i bozzetti della grande opera,alla quale sarebbero poi seguiti i cartoni da riportare sulle pareti del muro del portico.Tuttavia,a quell'epoca,il Previati era vittima di particolari difficoltà finanziare che lo costrinsero a sollecitare continuamente il pagamento delle successive rate,chiededo anche anticipi e riduzioni di tempi,che gli vennero oltremodo accordati dall'allora sindaco Magnani,anche se il pittore non eseguiva altrettanto prontamente i dipinti.In ogni modo,terminati i lavori di muratura,l'opera procedette di buona lena,fino al maggio del 1889,quando il Consiglio Comunale deliberò di passare al collaudo definitivo,il quale risultò soddisfacente tanto che il dipinto venne dichiarato senza reclami "operativo",il successivo 15 luglio,anche dall'esigente Giovanni Battista Galli,pagatore materiale dell'opera,ed allo stesso vennero applicate delle grate metalliche di protezione.Alla soddisfazione dei castanesi non corrispose però quella del pittore il quale,umiliato e contrariato dal fatto di dover subire dei continui ritardi di pagamento da parte del Galli,minacciò alla fine di ricorrere per vie legali per ottenere tutto quanto dovutogli,arrivando a scrivere "E dovendo chiedere di nuovo con molto mio rincrescimento lo farò ai tribunali".Mentre la leggenda narra che,appunto per ripicca,l'artista raffigurò sull'ultima tela un improbabile orso bruno che,dall'alto di una rupe,guarda attonito la deposizione del Cristo.
La Cascina Malpaga
La cascina Malpaga è la meglio conservata e la piu notevole,dal punto di vista architettonico,delle quattro cascine esistenti a Castano (le altre sono le cascine:Cantona,Cornalina e Saronna).La prima notizia relativa ad essa risale addirittura ad un atto notarile del 3 giugno 1491 in cui si legge che un certo "Berto de Genoni q.Antonio abita sul luogo della Malpaga nel territorio di Castano,Pieve di Dairago".All'epoca essa era conosciuta come Cascina di San Bernardo ed era già allora proprietà della famiglia De Magistris o De Maestri,che continuerà a possederla fino all'inizio del secolo XX.Nel 1562,inoltre,fu edificata la chiesetta di San Bernardo nella quale venne collocata una pala d'altare raffigurante per l'appunto il Santo.Fino alla metà del XX secolo,inoltre la Cascina Malpaga era ancora abitata da un discreto numero di famiglie di contadini che coltivavano le terre circostanti,a tale riguardo,infatti,si arrivò ad un massimo di ben 137 persone residenti,ma ora versa in condizioni di completo abbandono.Attualmente essa fa parte del patrimonio dell'Opera Pia Colleoni,fondata dalla stessa contessa Francesca Colleoni de Maestri,la quale nel 1902 istitui a Castano un Ospedale Civile,ora casa di riposo per gli anziani.
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Pubblicazione: 2003-05-30 (9913 Letture)
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